Informazione AssoDS sul tema Canone RAI nelle ultime dichiarazioni.
RAI ha inviato migliaia di richieste di canoni speciali a professionisti e aziende richidendo il pagamento del canone per ogni dispositivo atto o adattabile.
A seguito della reazione di massa sviluppatasi sui social networks ed in particolare su twitter con l’hastag #nonpagheRAI il Governo e quindi la RAI si sono trovate in imbarazzo.
Oggi in contemporanea alla messa in onda su Radio24 della trasmissione condotta da Oscar Giannino la RAI ha chiarito meglio gli ambiti della pioggia di richieste di canoni speciali mandate a migliaia di utenti professionali.
RAI dichiara che era sua intenzione identificare quanti usavano televisori per fare “digital signage” quindi si deduce che RAI considera possibile fare “Digital Signage” con dei televisori.
Questo non è possibile.
Saremo sempre disponibili a chiarire e spiegare agli esperti tecnici della RAI e del Governo come, con l’uso di televisori, non si possano rispettare tutte le necessità di una rete professionale Digital Signage.
Digital Signage fai da te? Ahi ahi ahi..
Qualora vi siano singoli soggetti/aziende che si siano improvvisati in queste attività usando dei Televisori, modificati o non, è giusto che siano sanzionati e che vengano sottoposti al pagamento di canoni speciali.
I professionisti e gli operatori della filiera Digital Signage sono ben consci delle limitazioni intrinseche nell’uso di apparati consumer come i televisori e si guardano bene dall’usarli.
Quindi se qualche ristoratore o studio medico ha installato dei TV sui quali faceva girare dei video autopromzionali con DVD o powerpoint o similia è corretto che vengano messi nelle condizioni di pagare o di decidere di rimuovere o di evolvere ad un sistema professionale.
Tanto per chiarire :
Se sono installazioni singole NON sono Digital Signage.
Se sono realizzate con televisori NON sono Digital Signage.
Se non sono controllate tramite una connessione digitale (ADSL o satellitare) non possono essere considerate un Network Digital Signage.
Restiamo ovviamente a completa disposizione di RAI e degli enti preposti a queste valutazioni per fornire tutte le indicazioni e le informazioni a supporto per aiutarli a non creare inutili e dannosi allarmismi.
Concluedendo
Il Digital Signage in Italia soffre già delle specifiche complessità e criticità del mercato italiano e non è il caso che lo si metta all’indice o che si crei un alone negativo ulteriore sopratutto da un competitor come la RAI, in posizione dominante, nel mercato degli investimenti pubblicitari.
AssoDS, Associazione Operatori Digital Signage

Ispirato da 
i fabbricanti di monitor e di player di integrarsi con facilità.
In aggiunta alla presenza ufficiale dei due associati AlfaCod e MCube al prossimo 







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