Grazie ad una domanda appena ricevuta su “Digital Signage Italia” su Linkedin al volo la mia risposta in tempo reale che convidido con tutti voi.
La domanda posta dal dott. Gabriele Veneri è la seguente:
Quale e’ il mercato del DS visto che le soluzioni hardware e software possono essere alla portata anche dei clienti? Oppure è solamente diventata una branca delle agenzie di comunicazione che creano contenuti?
In altre parole quanto business vedete nel contenitore e quanto nel contenuto?
La mia replica potrebbe comporsi di due risposte, anzi di una battuta e di una risposta. I clienti citati spesso sono un poco come quei turisti fai da te “ahi ahi ahi” di pubblicitaria memoria. Per contro alcuni hanno internamente competenze e capacità super professionali e quindi sono in grado di sviluppare un progetto DS usando componenti effettivamente disponibili ed amalgamarli per il miglior risultato. Un cliente di questo tipo è ad esempio Benetton che ha saputo realizzare il suo ultimo progetto “Benetton Live Windows” quasi tutto all’interno di Fabrica.
Venendo alla seconda domanda sul business del contenitore e del contenuto risponderei anche qui con una battuta iniziale: E’ venuto prima l’uovo o la gallina? Contenitore e Contenuto sono sostanzialmente la stessa tipologia di questione e fondamentalmente agiscono sul prima e sul dopo di un processo Digital Signage. I running costs di un processo DS sono quelli assolutamente relativi alla generazione di contenuti e in minima parte alla manutenzione/canone della parte software/hardware stesso. Quindi direi che il business di lungo periodo è certamente nella parte di contenuti mentre quella di contenitore è più da “mordi e fuggi” infatti sono nate moltissime aziende DS che ci hanno provato e magari hanno anche rifilato qualche sola a clienti ma poi sono scomparse alla stessa velocità con cui sono arrivate.
Il problema è che , almeno in Italia, non ci sono, salvo rare eccezioni, agenzie di comunicazione che capiscano realmente cosa è il DS (e le sue opportunità) e i clienti brand si rivolgono alle loro agenzie di comunicazione tradizionale chiedendo di volta in volta di lavorare su contenuti spesso fotografici animati molto più raramente video e sviluppati ad hoc.
Queste agenzie per altro hanno quasi tutte dei contratti forfettari per cui fare una pagina pubblicitaria per una rivista o un filmato da 30 secondi full hd per loro non genera un extra guadagno e qundi deve essere risolto con il minor costo/tempo possibile.
Alla fine chi paga il conto è comunque il cliente (brand) che inizialmente magari si affida a realtà che non analizzano esattamente le sue necessità vs budget e rifilano “qualche” soluzione.. e poi cascano nelle agenzie di comunicazione non specializzate che quindi realizzano contenuti che raramente convertono nel risultato atteso.
L’unica eccezione (ma rara rara rara in italia) sono le agenzie di comunicazione che hanno sviluppato una qualche competenza DS utilizzando prodotti solidi e riconosciuti dal mercato.. senza doversi inventare ogni volta, di nuovo, l’acqua calda e ribollita.
L’unico suggerimento valido è riferirsi a realtà facenti parte di associazioni nazionali (come AssoDS) od internazionali o che siano citate come fornitori preferenziali da qualche operatore Digital Signage Internazionale come referenti per il mercato Italiano.
Possiamo continuare la discussione pubblicamente qui nel blog di AssoDS o nell’area riservata su Linkedin nel gruppo Digital Signage Italia.
E termino come Pietro L’aretino “Larga la foglia stretta la via dite la vostra che ho detto la mia”